“IL DIRITTO DI MORIRE”
Il Circolo della Lettura ‘Barbara Cosentino’ incontra Dacia Maraini e Claudio Volpe

MERCOLEDÌ,  20 GIUGNO 2018 - ORE 21.00

Il Circolo della Lettura incontra Dacia Maraini e Claudio Volpe - 20.06.2018
Il Circolo della Lettura presenta 'Il diritto di morire' - 20.06.2018
Il Circolo della Lettura incontra Dacia Maraini e Claudio Volpe - 20.06.2018
Il Circolo della Lettura presenta 'Il diritto di morire' - 20.06.2018
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Il Circolo della Lettura presenta 'Il diritto di morire' - 20.06.2018
Il Circolo della Lettura incontra Dacia Maraini e Claudio Volpe - 20.06.2018
Il Circolo della Lettura presenta 'Il diritto di morire' - 20.06.2018

 
 

 

Mercoledì 20 giugno alle ore 21.00, il Circolo della Lettura ‘Barbara Cosentino’ vi aspetta per ritrovare due cari Amici e scrittori, Dacia Maraini e Claudio Volpe, per la presentazione de “Il diritto di morire” (2018, SEM - Società Editrice Milanese).
Una serata di riflessione che, traendo spunti da quest’ordito a due voci e quattro mani, affronterà i grandi temi del “fine vita”, dell’eutanasia e, appunto, del diritto di morire.

                                                       

 

 
La vita è il diritto primigenio, presupposto di ogni altro diritto umano. Ma proprio perché è tale, non può diventare un’imposizione. Che cosa c’è di sbagliato nel pretendere che ognuno decida della propria vita e della propria morte, in altri termini della propria libertà?

 

 

Dacia Maraini

Dacia Maraini Dacia Maraini nasce a Fiesole (Firenze). La madre Topazia appartiene ad un’antica famiglia siciliana, gli Alliata di Salaparuta. Il padre, Fosco Maraini, per metà inglese e per metà fiorentino, è un grande etnologo ed è autore di numerosi libri sul Tibet e sull’Estremo Oriente.
La famiglia Maraini si trasferisce in Giappone nel ‘38 poichè il padre porta avanti uno studio sugli Hainu, una popolazione in via di estinzione stanziata nell’Hokkaido.
Nel ‘43 il governo giapponese, in base al patto d’alleanza cha ha stipulato con Italia e Germania, chiede ai coniugi Maraini di firmare l’adesione alla Repubblica di Salò. Poichè i due rifiutano, vengono internati insieme alle tre figlie in un campo di concentramento a Tokyo. L’patiscono due anni di estrema fame e vengono liberati, soltanto a guerra finita, dagli americani. Nella sua collezione di poesie Mangiami pure, del 1978, la scrittrice racconterà delle atroci privazioni e sofferenze di quegli anni.
Rientrati in Italia, i Maraini si trasferiscono in Sicilia, presso i nonni materni, nella villa Valguarnera di Bagheria, dove le bambine cominciano gli studi. Qualche anno dopo la famiglia si divide: il padre va ad abitare a Roma, lasciando a Palermo sua moglie e le tre figlie che frequentano le scuole in città. Per Dacia sono gli anni della prima formazione letteraria, ma soprattutto del sogno di una fuga che però arriva soltanto al compimento del diciottesimo compleanno, con la decisione di andare a vivere a Roma con il padre. Qui prosegue il liceo e per guadagnare si arrangia facendo l’archivista, la segretaria, la giornalista di fortuna. A ventuno anni fonda, assieme con altri giovani, la rivista letteraria «Tempo di letteratura», e comincia a collaborare, con dei racconti, a riviste quali «Paragone», «Nuovi Argomenti», «Il Mondo».
Nel 1962 pubblica il suo primo romanzo, “La vacanza”, cui seguono “L’età del malessere” (1963, ottiene il Premio Internazionale degli Editori “Formentor”) e “A memoria” (1967). Grazie all’interessamento di Nanni Balestrini, nel ‘66 escono con il titolo “Crudeltà all’aria aperta” anche le sue poesie, che vengono recensite con molto favore da Guido Piovene. Intanto si sposa con Lucio Pozzi, pittore milanese da cui si divide dopo quattro anni di vita comune e un figlio perso poco prima di nascere.
In questi anni Dacia Maraini comincia a occuparsi anche di teatro. Fonda, assieme ad altri scrittori, il Teatro del Porcospino, in cui si rappresentano solo novità italiane, da Gadda a Parise, da Siciliano a Tornabuoni. Proprio in questo periodo incontra Alberto Moravia, che nel 1962 lascia per lei la moglie e scrittrice Elsa Morante: i due vivranno insieme a lungo, fino ai primi anni Ottanta.
Nel ‘73 fonda assieme con L. Leone, Francesca Pansa, Mariola Boggio e altre, il Teatro della Maddalena, gestito e diretto da donne. Lei stessa scrive molti testi teatrali, tra i quali Maria Stuarda, che ottiene un grande successo internazionale, Dialogo di una prostituta con un suo clienteStravaganza e altri. Dal 1967 ad oggi, Dacia Maraini ha scritto più di trenta opere teatrali, molte delle quali vengono ancora oggi rappresentate in Europa e in America.
Un altro romanzo viene pubblicato nel ‘72, “Memorie di una ladra”: Monica Vitti ne ricava uno dei suoi film più riusciti. L’anno successivo esce “Donna in guerra”, poi tradotto, come quasi tutti i suoi libri, in molte lingue. Nell’80 è la volta di “Storia di Piera”, scritto in collaborazione con Piera degli Esposti: Marco Ferreri ne ricaverà un fortunato film con Marcello Mastroianni.
Degli anni Ottanta sono i romanzi “Il treno per Helsinki” (1984), sulla nostalgica ricerca degli entusiasmi del passato, e “Isolina” (1985), la storia toccante di una ragazza a cavallo tra Otto e Novecento.
Nel ‘90 esce “Lunga vita di Marianna Ucrìa”, che vince il Campiello e altri prestigiosi premi, e ottiene un enorme successo di critica e pubblico. L’anno successivo escono la raccolta di poesie “Viaggiando con passo di volpe” e il libro di teatro “Veronica, meritrice e scrittora”. Nel ‘93 è la volta di “Bagheria”, un appassionante viaggio autobiografico nei luoghi d’infanzia, e “Cercando Emma”, che ripercorre la vicenda del romanzo Madame Bovary di Flaubert per capire il suo fascino e svelarne il mistero. Nel ‘94 il romanzo “Voci”, anch’esso vincitore di molti premi letterari, offre una nuova interpretazione sul tema della violenza sulle donne.
I grandi temi sociali, la vita delle donne, i problemi dell’infanzia sono ancora al centro delle sue opere successive: il breve saggio sulla modernità e sull’aborto “Un clandestino a bordo” (1996), il libro intervista “E tu chi eri?” (1998) e la raccolta di racconti sulla violenza sull’infanzia “Buio” (1999, vincitore del Premio Strega). Del 1997 è il romanzo “Dolce per sé”, in cui una donna matura e giramondo scrive ad una bambina per evocare i ricordi del suo amore per un giovane violinista, descrivere viaggi, concerti, aneddoti familiari. “Se amando troppo” (1998) raccoglie le poesie scritte tra 1966 e il 1998.
Tra il 2000 e il 2001 vengono pubblicati: “Amata scrittura” (in cui svela con passione e umiltà i segreti del mestiere di scrittore), “Fare teatro 1966-2000” (che raccoglie quasi tutte le sue opere teatrali) e “La nave per Kobe” (in cui rievoca l’esperienza infantile della prigionia in Giappone). Nel 2003 escono invece “Piera e gli assassini”, il secondo libro scritto in collaborazione con Piera degli Esposti, e le favole di “La pecora Dolly”. La letteratura, la famiglia e il mistero del corpo sono i temi principali di “Colomba” (2004). Degli ultimi anni sono invece la raccolta di articoli “I giorni di Antigone” (2006) e il saggio “Il gioco dell’universo” (2007) di cui è coautrice insieme al padre. Ancora estremamente prolifica, Dacia Maraini viaggia attraverso il mondo partecipando a conferenze e prime dei suoi spettacoli. Nel 2008 ha pubblicato il romanzo “Il treno dell’ultima notte”, nel 2009 la raccolta di racconti “La ragazza di via Maqueda”, nel 2010 “La seduzione dell’altrove”, nel 2011 “La grande festa”, nel 2012 “L’amore rubato”. Nel 2013 è uscito “Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza”, cui segue, nel 2015, “La bambina e il sognatore”, con Rizzoli; nello stesso anno, per Giuliio Perrone Editore, pubblica “Passi affrettati”.
Del 2017 escono per Rizzoli il romanzo “Tre donne. Una storia d'amore e disamore” e “Telemaco e Blob. Storia di un’amicizia randagia”, una storia illustrata per ragazzi.

 
Claudio Volpe e Dacia Maraini

Claudio Volpe

Claudio Volpe “Mi chiamo Claudio e questo mio nome credo rappresenti nel migliore dei modi quello che sono, la mia intima essenza ... Claudio, claudicante, zoppo. Sono e sarò per sempre questo: un uomo dal passo sbilenco che macina anni luce correndo sulle gambe del mondo”
Così si presenta ai suoi lettori il giovane scrittore Claudio Volpe dalle pagine del suo blog Just Humanity, dove scrive recensioni, commenti e lascia riecheggiare il grido delle sue battaglie, fedele all'ideale di una scrittura impegnata che salva, educa e redime.
Nato a Catania solamente ventitré anni fa, Claudio Volpe brilla nel firmamento degli scrittori emergenti italiani per l'innata predisposizione all'empatia ed alla somatizzazione che riversa senza riserve nelle sue figure narrative.
Il nuovo ‘Dickens’, come lo ha definito Dacia Maraini, ha trascorso gli anni della sua infanzia fra la Sicilia e la Campania, finché non si è trasferito definitivamente a Pontinia, nel cuore dell’Agro Pontino, con la sua famiglia.
Espressione di un'anima che trasuda scrittura ed esplode in un'abilità stilistica suscettibile solo di illustri paragoni, Claudio Volpe ha scritto la sua prima poesia all'età di dieci anni; a sedici ha ricevuto il Premio Speciale ‘Giovanni Forzati’ dall'Università della Magna Grecia del Centro Sud per la poesia “Siamo uguali perché”. Nel 2007 pubblica la raccolta di versi “Frammenti di esistenza” e la poesia “Una lettera per la guerra” riceve una menzione speciale per la pace dalla Società Dante Alighieri.
A Latina consegue a pieni voti la maturità classica ed oggi è prossimo alla laurea in Giurisprudenza a Roma, dove vive da qualche mese.
Il suo ingresso ufficiale nel mondo della letteratura italiana avviene nel 2011 con il romanzo “Il vuoto intorno” (oggi edizioniAnordest). Quest'opera gli vale la stima e l'ammirazione della ‘signora della letteratura italiana’, Dacia Maraini, che con Paolo Ruffilli lo presenta al premio Strega. Il suo romanzo d'esordio vince il Premio Franco Enriquez e giunge finalista al Premio Torre Petrosa. Il Circolo della Lettura ha avuto il piacere di presentarlo il 30 ottobre 2012.
“Stringimi prima che arrivi la notte” (edizioniAnordest) è il secondo romanzo di Claudio Volpe, presentato al Premio Strega da Renato Minore e Cesare Milanese, finalista al Premio Flaiano 2013, conferma coram populo le ineguagliabili capacità stilistiche e l'innata dote di scandagliare la psiche dei protagonisti dei suoi romanzi.
Alla fine del 2013 ha pubblicato con Anna Paola Concia, un dialogo sull'amore “Raccontami l'amore” (edizioniAnordest) che cerca di eliminare stereotipi e sfatare tabù, mirando a superare i pregiudizi più diffusi sull'amore.
Nell’aprile 2015 è uscita la sua raccolta di racconti “Ricordami di essere felice”, protagonista di un pop-up reading in occasione della prima giornata nazionale di #ioleggoperché organizzata dal Circolo della Lettura “Barbara Cosentino”. Nel 2016 Claudio passa a Laurana editore e cura una prestigiosa raccolta di racconti sull’immigrazione dal titolo “Sotto un altro cielo”, che ha visto la collaborazione di illustri intellettuali e scrittori del nostro paese, fra cui, solo per accennarne alcuni Paolo Di Paolo, Dacia Maraini, Michela Marzano, Renato Minore. Nel 2017 esce il suo romanzo “La traiettoria dell’amore” (Edizioni Anordest).

 
A volte rifiutiamo di ammettere che siamo parte integrante della natura e che la nostra vita ha la stessa dignità di quella degli altri esseri viventi. Sarà questo che ci spinge a ottuse chiusure verso temi come l’eutanasia?

 

 

“IL DIRITTO DI MORIRE”

Scarica la copertina de 'Il diritto di morire'

Informazioni editoriali:
Autrice: Dacia Maraini e Claudio Volpe
Titolo: Il diritto di morire
Editore: SEM - Società Editrice Milanese
Anno: 2018
Pagine: 124
Prezzo: Euro 12,00
ISBN: 9788893900799

Il mondo cambia velocemente, la tecnologia trasforma le nostre abitudini quotidiane, anche le più consolidate. La morale da un lato e le leggi dall’altro faticano a tenere il passo.
Eppure, certi temi, certe questioni ci impongono una riflessione attenta, puntuale, veloce. Dacia Maraini, una delle più note e apprezzate scrittrici di oggi, dialoga in questo piccolo, densissimo e illuminante libro con il giurista Claudio Volpe sulla delicata questione del ‘fine vita’.
È ammissibile che una persona decida di morire, a prescindere dalla sua condizione fisica e di salute?
La libertà di togliersi la vita può essere considerata una libertà degna?
Si tratta di un diritto che, in estremo, può essere sancito da una legge, tenendo conto che comunque la Costituzione afferma che «nessuno può essere obbligato a un determi nato trattamento sanitario» e che mai è consentito «violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»?
Dalle parole di Maraini e Volpe emergono molti spunti di riflessione, anche suscitati dalla cronaca di ogni giorno. Muovendosi fra il mondo giuridico-normativo e quello delle testimonianze dirette, della letteratura e della mitologia antica, ‘Il diritto di morire”, con parole semplici e un tono sempre riguardoso, perfino commovente, aiuta il lettore a ragionare senza pregiudizi di sorta, sempre al riparo dal luogo comune, su un tema cruciale della nostra contemporaneità.

 
Ho l’impressione purtroppo che l’universo se ne infischi dell’uomo, e segua le sue leggi misteriose e a volte terribili, fatte di costruzioni e distruzioni gigantesche in cui il tempo degli esseri umani diventa nulla di fronte al trascorrere rapidissimo di millenni, fra stelle che nascono e muoiono nell’indifferenza del cosmo.

 

 

Risorse e collegamenti

 

 
Quando la gioia di vivere viene meno, quando il dolore supera il limite di sopportazione, quando le cure invasive diventano una forma di violenza sul corpo di chi soffre, ebbene, chi vive accanto al sofferente sa che è arrivato il momento di arrendersi.

 

 

Info

Le Amiche del Circolo della Lettura ‘Barbara Cosentino’ vi aspettano mercoledì 20 giugno 2018, alle ore 21:00, presso la Libreria AsSaggi di Roma, in via degli Etruschi 4, per incontrare Dacia Maraini e Claudio Volpe e per riflettere insieme intorno a “Il diritto di morire”.
 
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA CON PRELAZIONE DEI SOCI.

Per informazioni sulla partecipazione alla serata, contattare:

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 
Il diritto di continuare a vivere non può diventare un dovere, il diritto alla vita non equivale a una coercizione.

(HANS KÜNG)

 

 

 

L’evento è realizzato con la gentile collaborazione dell’editore SEM - Società Editrice Milanese e della Libreria AsSaggi.

SEM - Societa Editrice Milanese

 

 

Libreria AsSaggi

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